Associazione Salute

 
  • Aumenta la dimensione del testo
  • Dimensione del testo predefinita
  • Diminuisci la dimensione del testo
Home Le notizie Salute Spiragli per l'ospedale Piemonte

Spiragli per l'ospedale Piemonte

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

L'impegno dell'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo è che il Piemonte non chiuderà e manterrà i suoi 121 posti letto. Quelli tanto agognati. Ovviamente deve essere messo in sicurezza e ristrutturato. Non si può fare altrimenti. 

«Siamo scesi a Messina proprio a seguito di questa relazione – racconta il presidente della commissione d'inchiesta, il senatore del Partito Democratico, Ignazio Marino – nella quale venivano evidenziati i rischi di queste strutture. Dopo il disastro di L'Aquila la Commissione ha ritenuto opportuno convocare il capo della Protezione civile Bertolaso e verificare le condizioni delle strutture ospedaliere italiane. La relazione della Protezione civile parla chiaro – continua Marino – alcuni padiglioni del Piemonte sono soggetti a grave rischio. Non potevamo certo far finta di nulla, mettendo la testa sottoterra. Ci sono padiglioni che hanno un coefficiente pari a 0.0, quindi con evidenti deficienze strutturali. Ma ribadisco che a decidere la chiusura dei padiglioni del Piemonte non è stata la Commissione. È soltanto un atto consequenziale alla relazione della Protezione civile».

«Vanno fatte due considerazioni – continua il presidente della commissione – la prima riguarda l'importanza dell'ospedale Piemonte per la città di Messina. Perché è fuor di dubbio che questa struttura sia una risorsa per l'intera comunità, lo è stato nella storia e deve continuare a esserlo. Ma al contempo va salvaguardata l'incolumità fisica dei medici e degli infermieri, di altissima professionalità, come noi stessi abbiamo potuto riscontrare durante la nostra visita, e dei degenti».

La soluzione? «La Regione deve investire finanziamenti su questa struttura perché è di vitale importanza garantire la continuità di un punto di riferimento. Bisogna partire dalla "Piastra", struttura moderna, e consolidare i padiglioni 4-5-6, arricchendoli in tecnologia ed efficienza. Portando, così, i posti letto a 121: la sanità moderna deve guardare a ospedali più piccoli, ma ad altissima tecnologia, capaci di garantire servizi di alta qualità. L'ho già ribadito all'assessore Russo e la commissione nelle prossime settimane incontrerà anche il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca». Ecco, come al solito, tutto dipende dalla regione.

Sono ancora in corso gli accertamenti della commissione tecnica preposta per verificare i motivi che hanno portato ai crolli di parte dei pannelli del controsoffitto nei reparti di Ginecologia e Neonatologia al Papardino. Reparti nuovissimi e consegnati solo qualche giorno addietro. È ancora impossibile ipotizzare la data della riapertura della struttura. Bisognerà, appunto, aspettare la relazione dei tecnici per avere le idee più chiare. Intanto, come ha precisato il direttore sanitario, Eugenio Ceratti, l'ospedale sta garantendo le normali prestazioni di Ginecologia e Neonatologia, servendosi di altri reparti e di altre strutture sempre all'interno del Papardo. (fonte GdS)

Commenti

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
 

Chi è online

 46 visitatori online
Ricerca personalizzata
Net news di Informazione Libera
Roberto Saviano

Flash

Saluteme.it è tra i miei preferiti perchè non riporta notizie ingannevoli o pubblicità occulta negli articoli.

Leggi disclaimer
Basta! Parlamento pulito