Saranno presentati a Milano i risultati dello studio internazionale Xeloxa. I dati dimostrano che i pazienti con tumore colorettale in stadio iniziale trattati con capecitabina e oxaliplatino subito dopo l’intervento chirurgico vivono liberi da malattia più a lungo rispetto ai soggetti trattati con uno tra i regimi chemioterapici standard a base di fluorouracile in bolo in associazione a leucovorin.
«Lo studio Xeloxa, il più grande studio mai effettuato condotto su pazienti non trattati in precedenza e sottoposti a intervento chirurgico per tumore del colon-retto, ha dimostrato che la sopravvivenza libera da malattia a tre anni nei pazienti trattati con regime capecitabina + oxaliplatino è stata del 70,9 per cento superiore al braccio 5-FU/LV», ha commentato Hans-Joachim Schmoll, coordinatore del trial e direttore del Dipartimento di Oncologia all’Università di Halle, in Germania.
«Lo studio - ha aggiunto Emilio Bajetta, della struttura complessa di Medicina oncologica 2 all’Istituto Tumori di Milano - è un programma scientifico molto solido, condotto esclusivamente su pazienti affetti da tumore del colon in stadio III. L’approccio terapeutico studiato non è basato su una terapia esclusivamente infusiva, ma comprende anche la somministrazione di una terapia orale, che consentirà inoltre un contenimento dei costi a fronte di un maggior gradimento e quindi una maggiore compliance da parte del paziente».









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