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Alcol ai bambini provoca danni gravi

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alcolL’attrazione fatale dei giovani italiani per l’alcol fa segnare primati allarmanti: l’età media del primo contatto con le bevande alcoliche è a 12 anni, contro i 14,6 della media europea. L'età minima, per assaggiare bevande alcoliche (leggere), sarebbe 13 anni!

L'alcol non è un alimento, perché il corpo non ne ha bisogno, ma è una sostanza tossica, e quindi dannosa per l'organismo. L'alcolismo è un problema sommerso che uccide fino a 60 volte più dell'eroina. 5 milioni di italiani abusano di alcolici e 1/5 di loro, 1 milione, sono alcolisti.

Ogni anno abbiamo 30.000 morti causati direttamente dall'alcol, ed altrettanti come morti indiretti (guida in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi). Anche i bambini vengono coinvolti loro malgrado, infatti 3.000 bambini all'anno nascono con sindrome feto alcolica. Le affezioni più gravi che colpiscono gli alcolisti sono la cirrosi epatica, il cancro all'apparato digerente, malattie cardiocircolatorie, tubercolosi e ipertensione, l'aggravamento dell'osteoporosi.

Nel 2008 ben il 17,6% dei consumatori di alcol aveva meno di 15 anni, cioè un’eta inferiore a quella legale per l’acquisto di alcolici. L’alcol è peraltro la prima causa di morte tra i giovani, a causa degli incidenti tradali che, nel 2007, hanno provocato 29.672 feriti nella fascia di età 30-34 anni e 432 morti nella faglia 25-29. Questi i dati contenuti nella relazione del ministero della Salute e Regioni in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, presentata ieri in Parlamento.

Tra i comportamenti a più alto rischio – come si evidenzia nella relazione – vi è il sempre più famoso binge drinking, ossia il consumo smodato di alcol fino all’ubriacatura, diffuso soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Altra tipologia di consumo ad alta diffusione tra i giovani è il consumo di bevande alcoliche al di fuori di pasti, che ha riguardato nel 2008 il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. All’interno della stessa fascia d’età, il binge drinking è stato praticato, nel corso dell’anno, dal 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine. Da segnalare, infine, come i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 10% dei pazienti in trattamento nei servizi alcologici territoriali del Ssn.

alcol bambiniPer quanto invece concerne il consumo generale di alcol nella popolazione, secondo la relazione del ministero, i numeri migliorano rispetto agli altri Paesi europei, ma il rischio resta sempre alto. Il consumo alcolico, pur se inferiore rispetto ai dati di altre nazioni, si mantiene comunque su livelli sostenuti, tanto che il 9,4% della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute.

In generale, dalla relazione si evince che l’Italia presenta una minore percentuale di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking; tuttavia tra chi consuma abitualmente alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente(il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea).

Infine bisogna ricordare che i bambini non hanno enzimi adatti a metabolizzare l'alcol, così questo permane a lungo facendo danni particolarmente gravi al fegato ed al cervello. (Ads by Google)

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Ultimo aggiornamento Domenica 24 Ottobre 2010 13:34  

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