Continua il dibattito sui rischi connessi alla terapia ormonale sostitutiva. Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, le donne di età compresa tra i 50 e i 76 anni che assumono estroprogestinici (Estroprogestinici farmaci a base di estrogeni e progesterone (due ormoni femminili) utilizzati prevalentemente in menopausa) hanno un aumentato rischio di ammalarsi di tumore al polmone.
Inoltre, l’aumento del rischio è strettamente connesso alla durata del trattamento: in particolare dopo dieci anni di assunzione degli ormoni l’aumento del rischio sarebbe prossimo al 50 per cento rispetto a chi non vi ha mai fatto ricorso. Un aumento, tuttavia, molto piccolo se confrontato a quello derivante dall’abitudine al fumo.
Per giungere a questa conclusione i ricercatori dell’Oregon Health & Science University School of Medicine hanno rianalizzato i dati dello studio Vitamins and Lifestyle Study in Washington state concentrandosi su oltre 35 mila donne di età compresa tra i 50 e i 76 anni. Trecentoquarantaquattro le donne che hanno sviluppato un tumore al polmone.
Nel gruppo Tos, non soltanto il rischio si è dimostrato più elevato, ma anche lo stadio del tumore al momento della diagnosi era peggiore.
“Anche se la diffusione della terapia ormonale sostitutiva è declinato negli ultimi anni e oggi non è raccomandata se non per il trattamento nel breve termine dei sintomi della menopausa, i nostri risultati ci indicano che sono ancora milioni le donne che si portano dietro un elevato rischio di cancro al polmone”, ha commentato Chris Slatore, primo firmatario dello studio. (Da il bisturi)
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