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Ridurre il colesterolo non riduce rischi coronarici

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Colesterolo alto e infarto: tutto o quasi da rifare? Quello 'cattivo' (Ldl) e quello 'buono' (Hdl) non sono valori così importanti nel rappresentare un particolare rischio oppure una valvola di sicurezza.  Di questo si è discusso a Pisa il 19/6/09, a un summit su 'Ischemic heart disease': 140 gli studiosi provenienti da tutto il mondo riuniti nella città toscana.

"Nessun dubbio che elevati livelli di Ldl si associano a un'alta incidenza di eventi coronarici - afferma in una nota il professor Mario Marzilli dell'Università di Pisa - ma non sembra più così scontato che la loro riduzione porti ad un parallelo calo della casistica dei decessi per malattie cardiovascolari. Discorso speculare si può fare, inoltre, - aggiunge Marzilli - per quello 'buono'. Più alti sono i livelli, minore è l'incidenza di malattie coronariche. Questo si credeva fino ad ora. In chiave critica generale, si può parlare invece di esperienze deludenti. Il colesterolo Hdl effettivamente può raggiungere livelli elevati, ma non sempre gli eventi coronarici si sono ridotti. Non sorprende quindi - conclude Marzilli - che la cardiologia mondiale, stia riflettendo su come riscrivere le nuove strategie diagnostico-terapeutiche''. (ANSA).

In parole meno diplomatiche il colesterolo alto da solo non è un rischio cardiovascolare, e bisognerebbe riflettere prima di prescrivere le statine in quanto non sono prive di effetti collaterali. Statine: causano morte in allenamento.

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