Metà degli istituti pubblici e privati a carattere scientifico, di scientifico ha veramente poco: hanno ottenuto l’ambito riconoscimento grazie alla politica (a darlo sono il ministero e la regione), si sono messi in tasca i finanziamenti alla ricerca corrente, ovvero quelli che comunque arrivano a pioggia agli Ircss, e anche un po’ di soldi riservati alla ricerca finalizzata. Qui le pagelle.
Ma di risultati scientifici nemmeno l’ombra: a valutarli è il cosiddetto impact factor, ovvero la misura delle pubblicazioni e della loro utilità basata in buona parte sul prestigio della rivista su cui sono pubblicate e sul numero degli scienziati che le utilizzano per costruire altra ricerca scientifica. Oggi meno della metà degli Irccs arriva alla soglia minima dei 500 punti, sotto la quale si fa davvero fatica a parlare di ricerca (come per il centro neurolesi Bonino Pulejo 344). Eppure ricevono finanziamenti, e nemmeno pochi. Perché?
La risposta è scritta in un rapporto del Cergas-Bocconi ('Analisi del sistema di finanziamento della ricerca sanitaria in Italia'): i 200 milioni spesi per la ricerca corrente sono dati senza definizione delle priorità, con meccanismi "che lasciano ampio spazio alla discrezionalità" e "senza trasparenza"; i denari sono distribuiti in buona parte a "pioggia", tanto da garantire la sopravvivenza anche a chi non produce nulla. Non solo: anche per i circa 50 milioni distribuiti a progetti specifici (ricerca finalizzata) il rapporto Bocconi annota la mancanza di un sistema di valutazione efficace. Per leggere tutto clicca qui (veramente eccellente, da non perdere!)






