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Sclerosi multipla, nuovi farmaci in arrivo

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sclerosi multiplaScoperte e studi a confronto sia sui meccenismi molecolari e genetici che sulle nuove terapia per le neurodegenerazioni, ossia le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, il Parkinson, la Sclerosi multipla, l'Huntington: questo il tema del Congresso scientifico 'Neurodegeneration' in programma a Roma, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) da lunedi' 18 a mercoledi' 20 maggio.

[salute Sicilia] Da Cagliari arrivano annunci di nuovi farmaci in sperimentazione. La Sardegna è la regione più colpita dalla sclerosi multipla: 140 persone ogni 100mila abitanti, un'incidenza doppia rispetto alla media italiana. Il dato e' stato ricordato stamane a Cagliari in occasione del congresso medico-scientifico sugli aggiornamenti nei trattamenti della malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso, organizzato dall'associazione Voms (Volontariato sclerosi multipla) in collaborazione col Centro regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla dell'ospedale Binaghi di Cagliari.

Maria Giovanna Marrosu, direttrice del Centro che accoglie 2.700 pazienti da tutta la Sardegna, si e' soffermata sulla terapia praticata con successo anche nel capoluogo sardo che prevede l' utilizzo del Natalizumab (nome commerciale Tysabri).

E' un farmaco innovativo capace di creare una barriera nel sistema nervoso centrale che impedisce l'ingresso dei linfociti T che aggrediscono la guaina mielinica dei neuroni. "Gli studi condotti a Cagliari", ha spiegato Marrosu, "su 82 pazienti dell'eta' media di 26 anni hanno evidenziato una riduzione dell'81% delle lesioni e una tendenza al miglioramento della disabilita' con l'aumento delle somministrazioni di Tysabri".

La responsabile del Centro cagliaritano ha spiegato che la terapia del Natalizumab si applica in casi da subito gravi di sclerosi multipla oppure quando non ha avuto successo una precedente cura con interferone. La sclerosi, nelle quattro forme recidivante-remittente, progressiva secondaria, benigna e progressiva primaria, e' circa due volte e mezzo piu' frequente nelle donne. La malattia, dovuta per il 20% a fattori genetici, si manifesta generalmente per la prima volta fra i 20 e i 30 anni, ma in un 6% dei casi viene diagnosticata in ragazzi sotto i 18 anni. Secondo gli studi del Centro regionale di riferimento, in Sardegna i fratelli di persone ammalate corrono un rischio di contrarre la malattia 15 volte superiore alla restante popolazione sarda. Per i figli di ammalati il rischio e' 7 volte superiore. (fonte principale: AGI)

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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Ottobre 2010 21:11  

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