L'uso ''corretto e regolare'' del preservativo o profilattico è uno strumento contraccettivo che ha anche funzioni di protezione nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili e ''resta il modo più efficace di prevenire'' la trasmissione dell'HIV attraverso i rapporti sessuali. E' quanto si legge nella comunicazione della Commissione europea che oggi ha lanciato una strategia di lotta alla diffusione dell'Hiv per ridurre il numero dei sieropositivi.
Per limitare la contaminazione, l'esecutivo Ue nella comunicazione cita anche la necessità di utilizzo degli aghi da iniezione sterili, soprattutto per limitare la trasmissione tra i consumatori di droghe.
La percentuale delle persone affette da Aids varia considerevolmente da un paese all'altro: Italia, Francia, Spagna e Portogallo si situano in un tasso tra lo 0,4% e lo 0,5% della popolazione adulta, ma ci sono paesi come l'Estonia che raggiungono l'1,3%. Fuori dall'Ue in Russia la popolazione adulta sieropositiva raggiunge un 1,1% e in Ucraina la percentuale arriva all'1,6%.(ANSA).
Il profilattico è lo strumento contraccettivo più anticamente utilizzato: risulta infatti citato nell'antichità, almeno nel 1500 a.C. presso gli Egizi su disegni che ritraggono un preservativo. In largo uso anche nel mondo greco-romano, aveva assunto nel periodo del tardo impero romano, oltre il valore preventivo, una funzione anche erotica. La sua diffusione si interruppe bruscamente durante il medioevo, a causa della moralizzazione cristiana dei costumi effettuata dal monachesimo.
Anche la circoncisione riduce concretamente il rischio di contagio da virus Hiv. Lo conferma uno studio realizzato in Uganda dall'equipe diretta da Godfrey Kigozi, ricercatore che sta realizzando nel paese un programma internazionale appoggiato dall'Oms, sugli effetti a lungo termine della circoncisione maschile sul contagio dal virus dell'Aids.
La ricerca, in particolare, ha dimostrato che il rischio di infezione aumenta quanto più è estesa la superfice del prepuzio, ed è stata condotta su un gruppo di uomini della comunità di Rakai (Uganda).
La circoncisione maschile è stata indicata dall'Organizzazione mondiale per la salute (Oms) come misura di prevenzione dell'Hiv già da alcuni anni, ma al momento un programma di circoncisione su vasta scala non è stato attuato. Molti Paesi dell'Africa sub sahariana, dove l'infezione da Hiv è diffusissima, hanno però cominciato ad elaborare politiche e strategie.






