L'EBM: compito del medico e dell'infermiere è trovare la ricerca giusta da applicare al paziente e poi interpretare la ricerca per il paziente senza privare quest'ultimo della possibilità di scegliere cosa è meglio per lui.
Lo afferma Alba Di Censo, Professoressa di Scienze Infermieristiche al Department of Clinical Epidemiology & Biostatistics della McMaster University, in un'intervista condotta in collaborazione con la rivista Assistenza Infermieristica e Ricerca e curata da Maria Luisa Cavada, docente al Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche dell'Università degli Studi di Verona, polo didattico di Bolzano.
Spiega la Di Censo: "Quando gli infermieri affrontano un processo decisionale clinico su un paziente, ci sono una serie di parametri che devono essere considerati. Uno di questi è certamente l’evidenza scientifica proveniente da studi di alta qualità. Come infermieri abbiamo il compito attingere da ricerche metodologicamente corrette e clinicamente rilevanti, riguardanti l’efficacia e la sicurezza degli interventi infermieristici, l’accuratezza e la precisione delle valutazioni infermieristiche, il potere dei fattori prognostici, la forza delle relazioni causali, il rapporto costo-efficacia dell’intervento infermieristico e il significato della malattia e dell’esperienza soggettiva del paziente.
Un altro parametro è rappresentato dallo stato clinico del paziente, dall’ambiente e dalle circostanze cliniche". Meglio basare la cura sulla "expert opinion" o su ciò che si è sempre fatto in passato (tradizione)?
"Non tutte le evidenze di ricerca sono create nello stesso modo. Perciò, sono state sviluppate gerarchie per i livelli delle evidenze, che classificano le ricerche su un determinato argomento, da quelle di più alta qualità a quelle di più bassa, in genere in base al tipo di disegno che è stato usato per lo studio.
L’evidenza basata sia sulla "expert opinion", sia sulla tradizione (ciò che è stato sempre fatto) costituisce il più basso livello di evidenza, che dovrebbe essere usato soltanto in mancanza di migliore evidenza su un dato argomento. Queste situazioni dovrebbero promuovere lo sviluppo di una ricerca, così da potere disporre nel futuro di un’evidenza più rigorosa sul tema.
Nelle scienze infermieristiche spesso, il processo decisionale clinico è basato sulle competenze cliniche dell’infermiere e sulla tradizione (ciò che si è sempre fatto qui). Ma generalmente esistono livelli di evidenza variabili che dovrebbero essere più forti della tradizione, che vanno da studi di qualità molto alta (per esempio, trial randomizzati controllati) a studi meno rigorosi (per esempio, osservazioni non randomizzate)".
Fonte: yahoo.it. da pensiero scientifico: david frati






