A tutt’oggi le aziende zootecniche della provincia di Messina ed Enna non sono riuscite a sconfiggere l’epidemia, con un notevole danno economico e morale causato dal depauperamento del proprio patrimonio zootecnico.
In Sicilia la Brucellosi non è stata ancora debellata, alla presenza di grandi esperti del settore si è sviluppato un incontro tecnico-operativo per la definizione del “piano straordinario: “si incominciano ad intravedere delle positività, i focolai attivi si sono ridotti sensibilmente – ha dichiarato Dario Cardaci – Questa riunione è stata organizzata proprio per effettuare una verifica di quello che si è fatto e nel contempo chiedere al Ministero competente e all’assessorato regionale alla Sanità di avere una proroga di altri sei mesi per continuare gli interventi che sono importanti per eradicare questa malattia, pericolosa e debilitante per la nostra zootecnia”
La persistenza del problema zoosanitario è da ricercare nelle diverse variabili che ne rendono difficile la soluzione, quali la promiscuità degli allevamenti o la mancanza di pascoli alternativi che consentano l’allontanamento degli animali sani da quelli infetti e pochi controlli.
La brucellosi colpisce principalmente gli animali, causando mastite bovina e aborto. Può colpire accidentalmente l'uomo (antropozoonosi), causando diverse forme morbose, conosciute sotto vari nomi, come febbre maltese, febbre mediterranea, febbre ondulante, febbre napoletana, febbre di Cipro, febbre di Gibilterra, setticemia di Bruce.Tutte le infezioni nell'uomo sono conseguenti all'esposizione ad animali infetti o all'ingestione di latte e latticini contaminati. (Aggiornamento da un precedente articolo di novembre 2009)






