L’incidenza degli antibiotici sistemici, in ambito ospedaliero, assume una rilevanza sempre crescente sia in termini di valore economico, sia in termini di riduzione dell’efficacia terapeutica causata dall’insorgenza di resistenze nei microrganismi patogeni.
Gli studi fin qui condotti di farmaco-utilizzo relativi agli antibiotici hanno focalizzato l’attenzione essenzialmente sul consumo, articolando l’analisi per classi di farmaco, per aree geografiche e per popolazione sottoposta a terapia.
L’AIFA ha introdotto criteri selettivi di utilizzo degli antibiotici in ambito territoriale (nota n° 55) e per la continuità terapeutica ospedale territorio (nota n° 56). In particolar modo, la nota 56 individua sei principi attivi il cui utilizzo dovrebbe essere riservato alle infezioni gravi e in assenza di alternative terapeutiche. E la loro prescrizione in ospedale dovrebbe essere confortata da adeguate indagini microbiologiche, anche al fine di evitare l’insorgenza di resistenze.
Un utile strumento di valutazione dell’appropriatezza nell’uso degli antibiotici in ambito ospedaliero risulta, quindi, il confronto tra i dati di sensibilità rilevati dagli antibiogrammi e i dati di consumo misurati con l’uso delle DDD.






