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Iperattività e deficit di attenzione

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einstainLa sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) di cui soffrono molti bambini in età scolastica non sembra essere un disturbo così moderno come si crede. I suoi sintomi possono difatti essere ricondotti alla fase infantile e adolescenziale di molti personaggi illustri della storia come Einstein o Mozart con la sola differenza che, a quei tempi, non si pensava a classificare questi disturbi come malattia, ma piuttosto a interpretarli come una semplice manifestazione del carattere.

È questa la tesi sostenuta da Matthew Smith, ricercatore presso l'Università di Exeter in Inghilterra, in uno studio presentato al Congress for the Humanities and Social Sciences tenutosi a Ottawa, in Canada.

La prima descrizione della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, sostiene Smith, risale al 1957, anno in cui per la prima volta venne attribuito il termine di “patologia” a quella serie di disturbi caratterizzati da disattenzione, impulsività e iperattività che portano spesso i bambini ad assumere comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni di scuola o dei maestri.

Prima di quella data, secondo Smith, i deficit di attenzione esistevano lo stesso ma non era presente la condizione culturale e sociale che oggi li fa invece identificare come una malattia. “Abbiamo il dovere di osservare i fattori sociali e storici che hanno portato all'idea che un bimbo potesse essere 'distraibile' e che questa patologia necessitava di un trattamento terapeutico”, ha dichiarato Smith.

Dovere attuale dei medici e dei genitori è quindi, conclude l'autore, quello di comprendere a fondo come il processo di diagnosi di sindrome da deficit di attenzione e iperattività sia parte di una storia medica molto recente.
 

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