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Osteoporosi: bisfosfonati aumentano fratture

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fratture_femoreL'osteoporosi non è una malattia, bensì una condizione fisiologica degli anziani che, non potendosi muovere sufficientemente, tende a ridurre la massa ossea ed aumenta i rischi di frattura.

Le major del farmaco hanno fiutato l'affare così hanno subito sfornato farmaci costosissimi che sembravano efficaci per aumentare la massa ossea. Nonostante gli effetti secondari non fossero banali, molti anziani sono stati indotti a curarsi con bisfosfonati, non di rado pagandolo in quanto le restinzioni prescrittive ne limitavano l'uso a chi aveva già subito delle fratture.  Ma il farmaco, ancora oggi raccomandato come terapia di supporto in caso di fratture, ora scopriamo che le incrementa!!

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Proprio così, i ricercatori non hanno semplicemente evidenziato una correlazione tra il farmaco e la frattura del femore, e non solo, sono stati in grado di rilevare che la sospensione dell’assunzione dei bisfosfonati  abbatte sensibilmente il rischio di incorrere in un’altra rottura dell’osso!!

Lo studio promosso dall'Oakland Medical Center negli States in pratica ha dimostrato, epidemiologicamente, che l’utilizzo di questa terapia farmacologica sul lungo periodo, invece di aiutare il processo di rinforzamento dell’osso, sia capace, al contrario di sopprimere il naturale processo di azione del nostro organismo che sostituisce il vecchio tessuto osseo con quello sano.

Per giungere a queste conclusioni sono stati analizzati i dati dei pazienti con più di 45 anni di età ai quali è stata diagnosticata una frattura del femore nel biennio 2007-2009. L’incidenza registrata di “ricaduta” era pari al 53,9% in coloro che avevano continuato ad assumere  i medicinali rispetto al 19,3% di quelli che avevano smesso. In pratica il farmaco peggiora le condizioni delle ossa ed espone a rischi molto più elevati.

Non è una novità assoluta, già da alcuni anni se ne parla. I bifosfonati è contenuto in molti farmaci usati contro l’osteoporosi (acido alendronico, acido clodronico, acido etidronico, acido ibandronico e acido neridronico, tutti disponibili anche come farmaci equivalenti). Inoltre già dal 2009 c'è l'allerta per i farmaci contenenti bifosfonati, in quanto possono essere causa di osteonecrosi a carico della mascella/mandibola.

Le fratture avvengono anche senza traumi o con traumi minimi. Eppure secondo l'EMA (Agenzia europea dei medicinali) i benefici nel trattamento e nella prevenzione delle malattie delle ossa sarebbero superiori ai rischi. Secondo l'EMA però "i medici che prescrivono questi farmaci per l’osteoporosi devono riesaminare periodicamente la necessità di continuare il trattamento, soprattutto dopo 5 anni o più di terapia".

Con questo ultimo studio il rapporto favorevole dei rischi/benefici diventano poco credibili, per non parlare dei gravi pericoli invalidanti a cui si espone chi utilizza questi farmaci, come la nécrosi dell'osso della mandibola. Non solo, l'interruzione del trattamento non riduce il rischio di osteonecrosi...

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