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Ebola: trasmissione del virus anche prima dei sintomi

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ebolaBloodStreamL'Ebola non si trasmette per via aerea (science), ma attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di una persona infetta ed anche prima che il paziente presenti i sintomi della malattia.

L'ebola ormai fa paura anche fuori dal continente africano. Fino a poco tempo fa i focolai erano sempre stati limitati a piccoli villaggi rurali dell'Africa. La carica virale aumenta con il procedere della malattia. Il rischio massimo di contagio si ha negli stadi più avanzati dell’infezione e di cadaveri infetti.

Il sito dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), la massima autorità sanitaria negli Usa, specifica in FAQ:

COME SI TRASMETTE IL VIRUS

- il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso pelle con ferite, o mucose e membrane, con sangue o fluidi di un malato di Ebola. I fludi includono: urina, saliva, feci, vomiti, liquido seminale e altri (vedi sotto). La trasmissione per via sessuale può verificarsi fino a 7 settimane dopo la guarigione a causa della prolungata permanenza del virus nello sperma.

 

IL CONTAGIO DA OGGETTI E ANIMALI

- Il contagio può avvenire con oggetti quali aghi e siringhe che sono stati contaminati con il virus. L'infezione può essere trasmessa anche tramite animali malati. Si sospetta trasmissione anche tramite insetti quali zanzare.

Uno dei momenti più delicati e rischiosi, soprattutto per il personale sanitario, è il momento della “svestizione”. L’Oms ha messo a punto per il personale sanitario procedure rigorose per evitare il contagio. Bisogna fare attenzione a non toccare la cute con le protezioni utilizzate.

Con i tamponi prelevati da oggetti presenti nei reparti di isolamento dove venivano ospitati i pazienti Evb  (pubblicato nel 2007 sul Journal of Infectious Diseases) sono risultati:

saliva, risultata positiva per il virus nel 67% dei campioni esaminati:

latte materno (100% dei campioni);

sangue proveniente dal naso (100%);

lacrime (100%);

sperma e feci (50%);

pelle risultata contenere il virus solamente nel 13% dei casi;

Urinevomitoespettorato (catarro) e il sudore (a differenza di altri studi) non sono risultati contenere una carica virale rilevabile. 

I tamponi prelevati da oggetti, sono risultati tutti negativi.

 

CHI E' A RISCHIO

- Le persone a più alto rischio sono i lavoratori della sanità e le famigli in contatto ravvicinato con i malati di ebola. È documentata la trasmissione nosocomiale per contatto diretto tra personale sanitario e pazienti affetti da Evd.

 

QUANDO IL MALATO E' CONTAGIOSO

- Un malato è contagioso da quando esibisce i sintomi della malattia e non durante l'incubazione. Una volta guarito non può più diffondere il virus, ma tracce di ebola sono state riscontrate nel liquido seminale di ex malati sino a tre mesi dopo. Ai pazienti viene consigliata l'astensione da rapporti sessuali per almeno 3 mesi.

E’ documentata la persistenza di ebolavirus nel liquido spermatico fino a 61 giorni dopo l’esordio clinico di Evd (Fonte Oms).

 

PERIODO INCUBAZIONE

L’incubazione può andare da 2 a 21 giorni, a cui fa seguito generalmente un esordio acuto caratterizzato da febbre, astenia, mialgie, artralgie e cefalea. Con il progredire della patologia possono comparire astenia profonda, anoressia, diarrea (acquosa talvolta con presenza di muco e sangue), nausea e vomito. Questa prima fase prodromica può durare fino a 10 giorni.

Diagnosi

La diagnosi clinica è difficile nei primissimi giorni, a causa dell’aspecificità dei sintomi iniziali. Può essere facilitata dal contesto in cui si verifica il caso (area geografica di insorgenza o di contagio) e dal carattere epidemico della malattia. Anche in caso di semplice sospetto, è opportuno l’isolamento del paziente e la notifica alle autorità sanitarie.

Gli esami di laboratorio per la conferma diagnostica di un’infezione da virus Ebola sono finalizzati alla identificazione del genoma virale, di antigeni virali o di anticorpi contro il virus. Esistono pochi test commerciali disponibili per la diagnosi.

Nella fase prodromica della malattia la conferma di un caso di Evd si può ottenere con l’identificazione degli antigeni virali con metodi immunoenzimatici (Elisa), del genoma virale attraverso la polymerase chain reaction(Pcr) o con l’isolamento del virus attraverso l’inoculazione di campioni di sangue o secrezioni biologiche in colture cellulari. In una fase più avanzata, è possibile effettuare una indagine sierologica per la ricerca degli anticorpi IgM o IgG.

Per maggiori informazioni consulta le pagine dedicate ad Evd dell’Oms e dell’Ecdc, e le domande e risposte e la scheda informativa sul virus Ebola prodotti dal ministero della Salute italiano.

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