Un altro pesante capo d'accusa per il fumo. Le sigarette, infatti, metterebbero il turbo alla sclerosi multipla, accelerando la progressione della malattia in chi deve fare i conti.
E' quanto rivela uno studio della Harvard School of Public Health di Boston, pubblicato sugli Archives of Neurology e capitanato da Alberto Ascherio, un cervello italiano emigrato all'estero. La buona notizia è che "la maggior parte degli effetti avversi sono stati osservati su fumatori ancora schiavi del vizio, il che lascia sperare che smettere potrebbe aiutarli", suggerisce lo stesso Ascherio.
La ricerca è stata condotta su 1.465 pazienti, di cui il 17,5% fumatori. Nei tre anni e mezzo di monitoraggio, è stato osservato che, nelle persone in cui la malattia era progredita, i fumatori costituivano il gruppo più corposo, anche rispetto agli ex amanti delle bionde. Nello specifico, i fumatori erano 2,4 volte più a rischio rispetto a chi avevano smesso di sviluppare una sclerosi multipla primaria progressiva, una delle forme più aggressive della malattia, e 2,5 volte più in pericolo rispetto a chi non si era mai acceso una sigaretta in vita sua.
All'inizio dello studio, inoltre, i fumatori mostravano maggiore disabilità, più disagi legati alla malattia e maggiore atrofia cerebrale. Inoltre i tessuti del loro cervello apparivano maggiormente danneggiati.
Non sono ancora chiari i meccanismi attraverso i quali il fumo finirebbe per accelerare la progressione della malattia. I ricercatori ipotizzano che potrebbe esserci un link sia con il sistema immunitario che con il sistema nervoso, che potrebbe risentire della tossicità del fumo.
Quel che è certo "è che, anche se le cause devono essere accertate - fa notare Ascherio - i pazienti con sclerosi multipla dovrebbero smettere immediatamente di fumare, e ciò non solo per limitare i danni causati dal fumo in generale, ma anche per fermare la progressione della malattia".
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