Una Terra sola non basta più a sfamare tutti i suoi abitanti. Se nel futuro prossimo tutti mangeranno tanto cibo e tante pietanze pregiate, a cominciare da carne e pesce, come gli europei, allora ci vorranno 3 Terre, sarà necessaria una produzione alimentare tripla di quella possibile nel nostro caro, vecchio e sovraffollato “pianeta blu”, solo per nutrire i suoi abitanti.

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Siccome i pianeti non si possono clonare, l’unica soluzione è mangiare meno per sfamare tutti e limitare nascite, una riedizione amara e allarmata del «lavorare meno, lavorare tutti» sessantottino e post. Lo dicono gli ultimi rapporti della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per agricoltura e alimentazione.
Le cifre parlano chiaro, fanno paura, solo l'11 per cento della superficie della Terra è utilizzabile per la produzione agroalimentare. Cioè, un’area grande poco più di 5 volte l’Italia, per sfamare tutto il mondo. Di qui al 2050 la popolazione mondiale salirà a 9,3 miliardi di persone. Insomma, non potremo più continuare con le abitudini di oggi.
Il pesce commestibile potrebbe sparire dai mari entro 40 anni, e produrre carne è inefficiente: sottrae terreno ai cereali, e una tonnellata di proteine vegetali richiede 1,3 ettari, mentre una tonnellata di pur “modesta” carne suina rende necessario coltivare foraggi per maiali su 12,4 ettari. Non bastano concimi, pesticidi e cibo transgenico: rassegniamoci a mangiare meno carne, a nutrirci meno da europei.
Forse, tutte queste organizzazioni, potrebbero pensare anche ad un controllo delle nascite, con l'uso e la promozione di contraccettivi, evitando che si superino i 2 nati per famiglia, in Africa soprattutto. Non possiamo crescere sempre, come dinosauri, senza limiti. Sette miliardi di persone nel mondo sono già troppi ed il mondo non appartiene solo al genere umano.
Possibile che nessuno voglia prendere in considerazione la più ovvia delle misure? Limitare le nascite, senza imposizione, ma distrubuendo contraccettivi gratuitamente ai paesi più poveri potrebbe essere una strada che evita troppe nascite e disumane sofferenze.
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