Perdere peso è un’impresa ardua e le conseguenze di un regime dietetico particolarmente rigido possono rimanere ben impresse nel corpo ma anche nella mente, causando importanti modificazioni a livello cerebrale.
“Coloro che hanno avuto successo nel perdere peso fanno una maggior fatica a evitare di mangiare o a controllare la loro risposta al cibo”, spiega l’autrice della ricerca Jeanne McCaffery, della Brown Medical School di Providence, in Rhode Island.
La McCaffery e i colleghi hanno sottoposto un campione di 18 soggetti normopeso, 16 sovrappeso e 17 normopeso in seguito a una dieta (con perdita di peso di almeno 10 chilogrammi) alla visione di fotografie raffiguranti diverse tipologie di cibo e hanno analizzato la loro attività cerebrale mediante risonanza magnetica. I risultati hanno mostrato che, alla vista del cibo, i soggetti dimagriti nel tempo avevano un’aumentata attività cerebrale a livello delle aree associate all’inibizione e alla fatica, che solitamente si attivano in condizioni di forte stress o di lavori impegnativi. La visione del cibo provocava quindi in questi soggetti una sorta di segnale di allarme, un’associazione distorta evolutasi nel tempo a causa, forse, delle continue rinunce e della dieta rigida che si sono trovati ad affrontare in passato.
Fonte: McCaffery JM et al. Differential functional magnetic resonance imaging response to food pictures in successful weight-loss maintainers relative to normal-weight and obese controls. Am J Clinical Nutrition 2009; 90:928-34. yahoo salute






