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Serit Sicilia: non qualificata a riscuotere imposte e tasse

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Dal Giudice di Pace di Palermo, il 10 aprile, è arrivata una sentenza per certi aspetti clamorosa perché afferma che l’ente riscossore Serit Sicilia, da tempo criticato, specie dai cittadini e dalle aziende, per come agisce nei loro confronti, non può riscuotere  tasse e tributi  perché la legge prevede che l'ente deve essere partecipato a maggioranza pubblica, ma al tempo stesso il pubblico deve avere azioni anche nella società controllante. 

Il provvedimento, accoglie il ricorso presentato dall'avvocato Alessandro Dagnino contro una cartella esattoriale della Serit Sicilia che aveva ad oggetto il pagamento di una serie di multe.

Il provvedimento scaturisce dalla corretta interpretazione della legge regionale 19 del 2005, che ha recepito la normativa nazionale,  istituendo di fatto la Riscossione Sicilia spa, una società pubblica incaricata dell’esazione dei tributi. La legge prevede che questa possa esercitare l'attività di riscossione attraverso una partecipata - la Serit Sicilia - a due condizioni:

  • la società pubblica deve acquistare la maggioranza delle quote della sua controllata;
  • la controllata deve avere partecipazioni azionarie nella controllante.

Per il giudice di pace, si è verificata solo la prima delle due condizioni: cioé la Riscossione Sicilia avrebbe partecipazioni di maggioranza nella Serit, mentre la Serit non avrebbe provato in giudizio di avere acquistato le quote della sua controllante e pertanto non avrebbe la qualifica di agente di riscossione. 

La sentenza potrebbe avere effetti dirompenti per il futuro perché tutte le cartelle esattoriali, i provvedimenti di fermo amministrativo, le iscrizioni di ipoteche effettuati a decorrere dalla sentenza sarebbero illegittimi in quanto posti in essere da un soggetto incompetente.

"Ma l'effetto del provvedimento - spiega l'avvocato Dagnino - potrebbe estendersi anche al passato almeno per le attività di espropriazione forzata come le ipoteche, i fermi amministrativi e le vendite immobiliari compiuti dopo il 2005, anno di entrata in vigore della legge regionale. Diverso sarebbe, invece, il caso di chi ha pagato le cartelle esattoriali perché il rimborso in questo caso non sarebbe possibile". (Ads by Google )

In una nota la Serit Sicilia commenta: "La recente sentenza del Giudice di Pace di Palermo - spiega il Direttore Generale della società, Antonio Finanze - ha creato inutile allarmismo, dannoso per quei cittadini che potrebbero essere erroneamente indotti a ritardare o peggio a omettere i pagamenti dovuti: ricordiamo perciò che l'inevitabile aggravio dei costi sarà a loro esclusivo carico".

"Serit Sicilia Spa è legittimata a riscuotere le imposte in Sicilia: infatti, già nel 2005 è stata data attuazione alle disposizioni contenute nel decreto legge 203/2005, operando secondo la previsione normativa. In particolare - spiega Finanze - i soci di Riscossione Sicilia Spa hanno ceduto una quota minoritaria delle loro azioni alla Banca Monte dei Paschi di Siena, unico socio di Montepaschi Serit Spa, concessionaria del servizio di riscossione in Sicilia fino al 30 settembre 2006; la predetta Banca ha, a sua volta, ceduto a Riscossione Sicilia Spa una quota maggioritaria delle sue azioni, realizzando così la fase transitoria della riforma, che si protrarrà fino al 31 dicembre 2010". Strano che non lo abbia dimostrato al Giudice di Pace.

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