Associazione Salute

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Caldaie e caminetti: attenzione al monossido di carbonio

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caminettoOgni anno numerose persone perdono la vita a causa di intossicazioni da monossido di carbonio (CO) sprigionato da caldaie e caminetti maflunzionanti. E' quanto sottolineano gli esperti della Asl di Empoli, che hanno preparato alcuni consigli pratici da seguire soprattutto quando si riavvia un apparecchio a combustione tenuto fermo per un lungo periodo.

Il non utilizzo di apparecchi ed impianti per mesi (caldaie, stufe, caminetti, bracieri, cucine a legna), associato all’assenza di controlli di manutenzione ordinaria e straordinaria, spiegano gli esperti, "aumenta il pericolo di intossicazioni da monossido di carbonio, con gravi conseguenze per l’incolumità della propria famiglia e talvolta anche per gli abitanti del condominio".

Il monossido di carbonio, ricorda la Asl Empoli, si forma ogni volta che sostanze contenenti carbonio sono bruciate in difetto di ossigeno. E' un gas incolore, inodore, insapore, non irritante, ma altamente tossico per l’organismo. Si miscela bene nell'aria, con la quale forma facilmente miscele esplosive e penetra facilmente attraverso le pareti e il soffitto. In presenza di polveri metalliche finemente disperse la sostanza forma metallo-carbonili tossici e infiammabili.

Il monossido di carbonio è tossico perché legandosi saldamente allo ione del ferro nell'emoglobina del sangue forma un complesso più stabile di quello formato dall'ossigeno. Il monossido di carbonio si lega più saldamente all'emoglobina dell'ossigeno, per via della struttura dei suoi orbitali molecolari. A differenza dell'ossigeno infatti crea un composto 200 volte più stabile divenendo pericolosissimo per la salute.

I primi sintomi di un’intossicazione da concentrazioni di CO basse sono il mal di testa, una percezione visiva sfocata, leggeri malesseri e palpitazioni associate anche a nausea. Il monossido di carbonio è spesso definito killer silenzioso e, in ambiente sanitario, grande imitatore, a causa di una sintomatologia che si può confondere con altre patologie solitamente non gravi, come l’influenza e le tossinfezioni alimentari. Gli esperti della Asl Empoli invitano, dunque, a una maggiore attenzione verso i rischi che derivano dal monossido di carbonio.

Ecco alcuni consigli:

  1.  Deve essere garantita la corretta ventilazione e aerazione (bocchette) dei locali dove sono installati oppure utilizzati gli apparecchi di riscaldamento, in modo da assicurare l’afflusso di aria necessaria alla combustione, nonché la fuoriuscita dei fumi e di eventuali miscele di gas non combusti. Le aperture presenti non devono essere coperte o tappate.
  2.  Deve essere garantita la tenuta delle canne fumarie e dei canali da fumo, nonché la tenuta delle canne fumarie realizzate con tubi ad innesto. Solitamente questo tipo di canna fumaria presenta problemi di instabilità meccanica, risultando non adeguatamente fissata a muro e con gli elementi non del tutto innestati tra loro. 
  3. E' necessario far controllare tutti gli impianti e gli apparecchi a combustione nei termini e con le modalità previsti dalla legge.

Generalmente per gli apparecchi di piccola potenza diversi dalle caldaie la legge non prevede cadenze temporali sui controlli di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte di una ditta abilitata. Proprio per questo motivo è necessario che sia i proprietari sia gli inquilini di immobili si attivino per far verificare la sicurezza dei propri apparecchi a combustione. (fonte: ASL Empoli)

L'avvelenamento spesso porta alla morte negli altri casi la terapia è l'ossigenoterapia, da effettuarsi in camera iperbarica.

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